GenAI nel mondo IT: quello che nessuno ti dice davvero
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GenAI nel mondo IT: quello che nessuno ti dice davvero

Lavoro nel settore IT da anni, e raramente ho visto una tecnologia polarizzare così tanto le opinioni. C’è chi giura che la GenAI abbia rivoluzionato il suo flusso di lavoro, e chi la considera l’ennesima moda destinata a passare. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo — e i dati lo confermano.

Sì, la produttività migliora. Ma non per tutti

McKinsey ha misurato che gli sviluppatori completano attività di coding fino a due volte più velocemente con la GenAI, soprattutto su task ripetitivi: documentazione, refactoring, generazione di codice standard. Io stesso lo vedo ogni giorno. Il problema è che questi guadagni evaporano non appena la complessità aumenta: sui task più articolati, i benefici scendono a meno del 10%. McKinsey & CompanyMedium

E c’è un paradosso che trovo molto onesto ammettere: il 45% degli sviluppatori considera il debug del codice generato dall’AI un’attività che consuma più tempo del previsto. Produci più in fretta, ma poi passi ore a correggere ciò che la macchina ha sbagliato con sicurezza. Medium

Il nostro ruolo sta cambiando, non sparendo

Questa è la parte che mi affascina di più. Nelle organizzazioni più avanzate, gli sviluppatori si stanno spostando dalla scrittura di ogni singola riga di codice alla supervisione degli agenti AI, alla validazione dell’architettura e alla gestione della qualità. Non siamo destinati a essere sostituiti: siamo destinati a diventare orchestratori. È un cambiamento enorme, e richiede una mentalità completamente diversa. McKinsey & Company

Ma le grandi aziende stanno licenziando. E non possiamo ignorarlo

Qui voglio essere diretto, perché questa è la parte che tiene svegli molti colleghi di notte. Solo nel 2025 ci sono stati quasi 246.000 licenziamenti nel settore tech, e nel solo Q1 2026 quasi 96.000 persone hanno perso il lavoro — una media di 864 al giorno. Meta, Microsoft, Amazon, Google, Salesforce, Oracle: nessuno si è tirato indietro. TrueUp

IBM ha tagliato circa 8.000 posti in HR e altri dipartimenti dove l’AI ha sostituito task amministrativi, assumendo però contemporaneamente più ingegneri e figure di vendita. È il copione che si ripete ovunque: si taglia dove l’AI è già abbastanza brava, si assume dove ancora non lo è. Fortune

La narrativa ufficiale dice che si tratta di “ristrutturazione per finanziare l’AI”. Ed è in parte vero. Un’analisi di Bloomberg suggerisce che circa la metà dei licenziamenti attribuiti all’AI si tradurrà nella stessa figura riassunta altrove o a salari più bassi: non è eliminazione del lavoro, ma ridefinizione del suo valore. Una distinzione che, per chi ha perso il lavoro, conta poco. CNBC

Quello che mi preoccupa davvero è il disallineamento: 275.000 posizioni legate all’AI sono aperte e scoperte, mentre i lavoratori licenziati non hanno le competenze per occuparle. Il mercato non si sta restringendo — si sta spaccando in due. Invezz

Cosa fare, concretamente

Non serve aspettare la tecnologia perfetta. Serve iniziare a fare le domande giuste: quali processi sto cercando di trasformare? Come misuro il risultato? Sto investendo nell’upskilling del mio team, o sto solo acquistando licenze?

La GenAI nel mondo IT è reale e potente. Ma il vantaggio competitivo non viene dallo strumento — viene da come lo integri. E per chi lavora in questo settore, la domanda più urgente non è “l’AI mi sostituirà?” ma “sto acquisendo le competenze giuste per stare dalla parte giusta di questa trasformazione?”